IL LIMES BIZANTINO SULLA COSTA ORIENTALE DELL`ADRIATICOReport as inadecuate




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Contributions to the History of Art in Dalmatia, Vol.35 No.1 December 1997. -

In Procopio troviamo dati sull -attività architettonica di Bisanzio ai tempo in cui regnava Giustiniano ed anche di poco anteriori, ma sopratutto posteriori all-imperatore. Qui si prendono in considerazione solo i resti di edifici destinati alla difesa dei posedimenti bizantini, nelle terre croate e in alcune province. In primo piano sono le costruzioni, situate sulle isole dell-Adriatico orientale, che proteggevano le vie di comunicazione marittime, ed anche quelle sulla costa vicina che devono essere incluse nello stesso complesso. Procopio costituisce in questo una fonte di primo grado, veramente esauriente e del tutto sicura, essendo stato non solo contemporaneo della costruzione della gran maggioranza delle opere difensive, ma anche per aver partecipato ed essere stato testimone oculare alle imprese di Belisario, primo di tutto nel Nord dell-Africa. Quando parliamo degli interventi bizantini, si tratta quasi sempre di fortezze più antiche, i cui restauri più notevoli furono motivati dall-invasione dei Marcomanni, che però non raggiunse direttamente anche la zona litoranea. È certo che non tutti gl i interventi pregiustinianei possono essere attribuiti a Bisanzio. Le fortificazioni sulle isole croate possono essere suddivise, secondo le conoscenze attuali , in due cattegorie: una più numerosa è rappresentata dalle fortezze minori, torri di vedetta, sedi di alcune quardie minori - stazioni di guardia gr. phrourion, la seconda, invece, è rappresentata dalle fortezze maggiori che erano sede di guarnigioni più numerose, vero caserme, che erano servite da alcune torri di guardia distribuite su un ampio territorio nei posti che erano adatti anche come osservatorii. È verosimile che a queste truppe fosse riconosciuto lo status di soldati »di confine« limitanei, ma in certe questioni specialmente dalla terraferma vicina potevano essere anche i comitatenses, che incontriamo pure nella prefettura illirica orientale, chiamati anche pseudocomitatenses. I resti di fortezze finora ritrovati, isolati su territori ristretti , dimostrano che la posizione di questi edifici difensivi, era stata studiata molto a fondo, considerata la loro funzione di osservatorii e di punti di controllo delle vie marittime, sia che si trattasse della sorveglianza di stretti canali, dove si svolgeva il cosidetto cabotaggio, sia della fortezza che controllavano la »grande navigazione costiera« che si ricordano già nella letteratura periegetica antica, in particolare in Erodoto naoutiliai makrai. L- autore si è servito dei risultati raggiunti dalle ricerche finora svolte sulle fortezze bizantine nelle province de ll - Africa del Nord, elaborati, da P. Romanelli, come di un paradigma nella soluzione della maggior parte dei problemi di questa materia. Si capisce che sarebbe inutile cercare relazioni dirette, influssi diretti e identiche soluzioni spaziali, tecniche, funzionali, ecc. L-autore ha consultato anche l-opera capitale più recente di A. W. Lawrence, A Skeietal History of Bizantine Fortification, con numerose illustrazioni , delle quali si sono serviti, mi sembra, anche alcuni studiosi croati, ed anch-io, ma non solo in rapporto a questo specifico tema. Per quanto riguarda questo nostro modesto contributo, esso è stato inanzitutto destinato a promuovere ulteriori ricerche sotto forma di un importante progetto scientifico, la cui elaborazione condurrà certamente a molte significative scoperte la storia croata e i suoi primissimi inizi.



Author: Mate Suić - ; Hrvatska akademija znanosti i umjetnosti, Zagreb

Source: http://hrcak.srce.hr/



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